Contesto di riferimento
Lo Scenario normativo in evoluzione
Il tema dello sviluppo sostenibile ha raggiunto negli ultimi anni una dimensione di grande rilievo e sta diventando un tema sempre più rilevante per le aziende che vogliono essere all’avanguardia e competitive, nel rispetto della stringente normativa di riferimento. Si riportano alcune delle iniziative oggetto di incessante attività in merito alla loro evoluzione normativa[1].
La rendicontazione di sostenibilità tra CSRD, D.Lgs. 125/2024 e “Omnibus”
La Direttiva (UE) 2022/2464, anche detta Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), ha introdotto a livello europeo un nuovo e più ampio sistema di rendicontazione della sostenibilità per le imprese. Entrata in vigore nel gennaio 2023, la CSRD è volta a rafforzare la trasparenza, la comparabilità e l’affidabilità delle informazioni ambientali, sociali e di governance, introducendo degli standard di rendicontazione della sostenibilità comuni a tutte le imprese europee (ovvero gli ESRS, European Sustainability Reporting Standard).
In Italia, la CSRD è stata recepita con il Decreto Legislativo n. 125 del 6 settembre 2024, che ha stabilito le modalità applicative della Direttiva europea a livello nazionale. Tale decreto, entrato in vigore il 25 settembre 2024, ha confermato l’applicazione graduale degli obblighi di informativa a partire dal 2025 (rendicontazione sull’anno fiscale 2024) per le grandi imprese già soggette alla precedente normativa in materia, per poi estendersi successivamente a tutte le grandi imprese ed alle PMI quotate.
Il 26 febbraio 2025 la Commissione Europea ha pubblicato i cd. “Pacchetti Omnibus”, contenenti proposte normative volte a favorire la semplificazione di alcune disposizioni in materia di rendicontazione di sostenibilità già esistenti nel panorama normativo europeo, tra cui anche la CSRD.
Il Parlamento Europeo ha approvato una parte di tali proposte, entrate in vigore il 17 aprile 2025 con la Direttiva (UE) 2025/794 anche detta “Stop the clock”, che rinvia le date di applicazione di alcuni obblighi relativi alla rendicontazione di sostenibilità e al dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità.
La direttiva è stata recepita in Italia con la Legge 8 agosto 2025, n. 118, che ha modificato indirettamente il D.Lgs. 125/2024, confermando il nuovo calendario: dal 2025 rimangono soggette le grandi imprese di interesse pubblico con oltre 500 dipendenti, mentre le altre grandi imprese slittano al 2028 (rendicontazione sull’esercizio 2027) e le PMI quotate al 2029 (rendicontazione sull’esercizio 2028). Restano invece in corso di negoziazione le ulteriori misure del pacchetto “Omnibus”, volte a semplificare gli standard di rendicontazione ESRS e ridefinire le soglie applicative.
Le aziende del Comparto Chimico Toscano considerano da sempre la sostenibilità uno dei pilastri dello sviluppo territoriale. Nel loro percorso di sviluppo e crescita economica perseguono una strategia atta a generare ricchezza e, allo stesso tempo, garantire l’equilibrio tra competitività, sostenibilità ambientale e responsabilità sociale, quali elementi cruciali di successo e premesse essenziali per l’affermazione di una vera cultura di impresa. Esistono alcuni principi chiave legati alla sostenibilità nei quali le aziende del Comparto si riconoscono e che pongono alla base delle proprie scelte strategiche e operative: il Bilancio di Sostenibilità nasce proprio con lo scopo di rendere evidente l’impegno del Comparto verso uno sviluppo sostenibile e verso una rendicontazione trasparente dei risultati conseguiti.
Lo scenario macroeconomico mondiale e la chimica in Italia[2]
Con un valore della produzione pari a 5.031 MLD nel 2024 l’industria chimica mondiale contribuisce – direttamente e attraverso l’indotto – a circa il 7% del PIL globale.
La domanda chimica mondiale ha sperimentato, nel corso del 2024, una moderata accelerazione dopo il consolidamento della crescita del 2023 (+5,0% in volume rispetto al +2,7% dell’anno precedente).
Tuttavia, questo incremento è stato sostanzialmente trainato dalla Cina (+6,9%) a fronte di un andamento stagnante della produzione USA (+0,3%) e di un’ulteriore contrazione di quella UE.
Con un valore della produzione di circa 635 miliardi di euro, pur in uno scenario in contrazione, l’Unione Europea si conferma il secondo produttore mondiale, con un avanzo commerciale di 47,3 miliardi di euro nel 2024.
Con oltre 2.800 imprese, l’industria chimica in Italia rappresenta il terzo produttore europeo con una quota pari al 10%. Nel 2024, il settore impiega 113 mila addetti altamente qualificati, con un valore della produzione di oltre 65 miliardi di euro.
Attraverso l’indotto, la chimica si conferma come un motore di occupazione anche negli altri comparti (ad esempio i servizi specializzati in ambito ambientale): l’occupazione generata nell’insieme viene stimata oltre i 327 mila addetti.
Lo scenario nazionale nel 2024 evidenzia ancora effetti sulle dinamiche di domanda derivanti dalle difficoltà del biennio 2022‑2023, in particolare legate ai forti aumenti dei costi energetici, con un progressivo recupero della produzione chimica italiana.
Gli indicatori di sviluppo sostenibile dell’industria chimica europea [3]
L’industria chimica gioca un ruolo centrale in Europa per la conversione ad una società climaticamente neutra ed efficiente sotto il profilo delle risorse. Infatti, le sostanze chimiche sono gli elementi costitutivi dei beni che utilizziamo e dei materiali ad alta tecnologia necessari per alimentare un’economia circolare. Inoltre, essendo la produzione di prodotti chimici un settore industriale ad alta intensità energetica e di emissioni di CO2, risulta fondamentale investire sullo sviluppo della “giusta” chimica, necessaria per il raggiungimento degli obiettivi del Green Deal.
Per questo motivo, nel 2020 la Commissione Europea ha adottato la Strategia Chimica per la Sostenibilità (Chemicals Strategy for Sustainability, CSS). La strategia si inserisce nel quadro del Green Deal e ha lo scopo di salvaguardare al meglio i cittadini e l’ambiente da sostanze chimiche dannose, incoraggiando l’innovazione e promuovendo l’utilizzo di sostanze più sicure e sostenibili.
Di seguito, si riportando le principali traiettorie strategiche del Chemicals Strategy for Sustainability:
Il Bilancio di Sostenibilità del Comparto Chimico Toscano, attraverso il coinvolgimento degli stakeholder, rappresenta da anni un momento importante di condivisione delle direttrici strategiche che le aziende perseguono per soddisfare le esigenze e le necessità dei propri stakeholder, generare impatti ambientali e sociali positivi e accrescere la competitività e la redditività nel lungo periodo.
In particolare, le aziende del Comparto con l’obiettivo di sviluppare il proprio percorso di sostenibilità perseguono i seguenti indirizzi strategici di Sostenibilità:
[1] Fonte: Piano di investimenti per un’Europa sostenibile, COM(2020) 21 Final
[2] L’industria Chimica in Italia – Rapporto 2024-2025 –Federchimica
[3] Strategia in materia di sostanze chimiche – Commissione europea




