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Lo scenario in cui ci muoviamo

L’Italia rappresenta il terzo produttore chimico europeo con una quota di circa il 10%; a livello nazionale sono attive oltre 2.800 imprese chimiche con quasi 3.800 insediamenti, nei quali lavorano 112 mila addetti altamente qualificati (179 mila, considerando anche la farmaceutica). Attraverso l’indotto, la chimica genera occupazione di qualità anche negli altri settori: si stima che l’occupazione complessivamente generata sia oltre il doppio di quella diretta e superi i 270 mila addetti.

Lo scenario macroeconomico e la chimica in Italia

Le sfide di medio-lungo termine

Percorso di sostenibilità per l’industria chimica europea tracciato dagli scenari Cefic al 2050

Il Cefic (European Chemical Industry Council) ha delineato lo scenario al 2050 al fine di tracciare un percorso plausibile verso un’Europa prospera e più sostenibile grazie al contributo della sua industria chimica.

Attrarre investimenti in tecnologie breakthrough:

  • Politiche favorevoli all’innovazione (economia circolare, uso efficiente risorse, neutralità climatica)
  • Rivisitazione norme sugli aiuti di Stato e nuove forme di finanziamento sostenibile
  • Misurazione e attribuzione di un prezzo alle esternalità negative sulla base dell’intero ciclo di vita

 

Promozione della circolarità:

  • Collaborazione lungo le filiere
  • Nuovi prodotti riciclabili
  • Migliori sistemi di raccolta e selezione dei rifiuti
  • Adeguata gestione dei rischi connessi alle sostanze problematiche

 

Contrasto al cambiamento climatico e transizione:

  • Uso selettivo dei combustibili fossili
  • Digitalizzazione
  • Combinazione delle soluzioni disponibili (elettrificazione, circolarità, idrogeno, etc.)

 

Rischi connessi alle sostanze chimiche:

  • Trasparenza delle informazioni scientifiche
  • Protezione dei dati aziendali confidenziali e diritti di proprietà intellettuale

 

Fonte: L’industria chimica in Italia, rapporto 2018-2019.  Federchimica