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Gestione dell’ambiente

Il contributo delle aziende del Comparto alla tutela e miglioramento della qualità ambientale del territorio trova concreta applicazione nell’adozione di sistemi di gestione ambientale. Negli ultimi anni sempre più aziende del Comparto hanno implementato sistemi di certificazione ambientale ai sensi della norma UNI EN ISO 14001 e hanno aderito al Regolamento Europeo EMAS: in totale, 12 aziende hanno adottato un sistema di gestione ambientale UNI EN ISO 14001 mentre 7 Aziende adottano lo schema EMAS per i propri impianti. I temi della protezione e salvaguardia dell’ambiente sono affrontati costantemente nelle attività formative sostenute da tutte le aziende del Comparto.

 

Nel 2018, le aziende del Comparto hanno dedicato 6.102 ore di formazione ai propri dipendentisu diverse tematiche ambientali tra cui:

 

  • Prevenzione inquinamento falde acquifere e altri reati ambietali
  • Formazione specifica per ISO 50001:2011-Sistemi di gestione di energia, per ISO14001-2015 – Sistema gestione ambientale e per il regolamento europeo EMAS
  • Corretta Gestione Rifiuti, raccolta differenziata
  • Rischio incidente rilevante, simulazioni sversamento
  • Panorama legislativo ambientale
  • Mantenimento dell’ Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA)

 

La Comunicazione e la formazione su aspetti ambientali sono ritenute un fondamentale strumento di miglioramento anche verso le imprese terze che normalmente operano all’interno delle aziende.

 

 

LA PROBLEMATICA DEL SIN/SIR

Nonostante la deperimetrazione di una parte delle aree da SIN a SIR, risalente al 2013, e la previsione all’interno del Piano Regionale di Sviluppo dell’avvio di un percorso di progettazione preliminare della messa in sicurezza della falda e programmazione degli interventi di riduzione degli inquinanti, le procedure non sono state ancora attivate.

Nonostante in molti casi i soggetti interessati si siano attivati singolarmente per la messa in sicurezza delle acque, a tutt’oggi manca una visione d’insieme ed un progetto per il risanamento collettivo.

Le attività relative all’analisi / messa in sicurezza / bonifica dei suoli e delle acque sotterranee dei siti rimasti alla competenza del Ministero dell’Ambiente proseguono sotto la supervisione della Regione e degli enti di controllo locali.