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Uso materie prime e gestione dei rifiuti

Tutelare l’ambiente, migliorando gli standard ambientali e di qualità del prodotto, utilizzare processi che riducono le interazioni con l’ambiente impiegando le risorse energetiche e le materie prime con efficienza sono i principali obiettivi sostenibili perseguiti dalle aziende del Comparto.

Le strategie seguite negli anni hanno portato ad un’innovazione costante nei processi, nell’implementazione dei macchinari e in particolare nell’utilizzo di materie prime a basso impatto ambientale.

Da segnalare che alcune aziende del Comparto non utilizzano materie prime, ma svolgono attività di stoccaggio e movimentazione. Complessivamente, la quantità di materie prime utilizzate è aumentata del 2% rispetto al 2017.

 

Le aziende del Comparto operano la suddivisione dei rifiuti prodotti, distinguendoli secondo le caratteristiche di provenienza e pericolosità. I materiali oggetto di raccolta differenziata vengono inoltrati a consorzi specifici o ad imprese autorizzate per il loro smaltimento o riutilizzo.

Nel 2018 sono stati prodotti rifiuti da attività produttive o industriali per 31.377 tonnellate (+19% rispetto al 2017), di cui il 70% sono rifiuti non pericolosi; inoltre in seguito ad attività straordinarie, sono stati prodotti 15.321 tonnellate di rifiuti (-6% rispetto al 2017).

 

Nel corso del 2018 le aziende del Comparto hanno sostenuto costi di circa 6,7 milioni di euro per le attività di smaltimento dei rifiuti (-7% rispetto al 2017). Dove possibile sono state inoltre intraprese iniziative di recupero dei materiali in particolare legno, ferro e acciaio. Inoltre il Polimero di scarto, in polvere, granuli, blocchi, film dell’azienda INEOS viene riciclato da destinatari attrezzati e autorizzati, mentre l’azienda TERMISOL TERMICA ha attivato il  progetto Ghost Waste volto alla riduzione degli sfridi produttivi.

 

IL SETTORE RIFIUTI

Nonostante il continuo impegno per ridurre la produzione di rifiuti e spingere verso nuove tecnologie volte al recupero, all’utilizzo dei sottoprodotti e all’economia circolare, ad oggi la normativa che regolamenta il c.d. “End of Waste” non ha portato i benefici attesi; è auspicabile che si possa tornare ad una responsabilità delle singole Regioni per poter definire i singoli casi.

A questo si deve aggiungere, a livello regionale e nazionale, una sempre maggiore carenza di impianti per il trattamento dei rifiuti che porta ad un incremento esponenziale dei costi per dover ricercare soluzioni sempre più spesso fuori dal territorio nazionale

In questo senso Confindustria, attraverso le attività svolte dalle singole territoriali, è fortemente impegnata sia con la Regione che con il Ministero dell’Ambiente per definire soluzioni adeguate.