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Utilizzo delle materie prime e gestione dei rifiuti

Tutelare l’ambiente, migliorando gli standard ambientali e di qualità del prodotto, utilizzare processi che riducono le interazioni con l’ambiente impiegando le risorse energetiche e le materie prime con efficienza sono i principali obiettivi sostenibili perseguiti dalle aziende del Comparto.

Le strategie seguite negli anni hanno portato ad un’innovazione costante nei processi, nell’implementazione dei macchinari e in particolare nell’utilizzo di materie prime a basso impatto ambientale.

Da segnalare che alcune aziende del Comparto non utilizzano materie prime, ma svolgono attività di stoccaggio e movimentazione. Complessivamente, la quantità di materie prime utilizzate nel corso del 2020 è diminuita del 25% rispetto al 2019.

Le aziende del Comparto operano la suddivisione dei rifiuti prodotti, distinguendoli secondo le caratteristiche di provenienza e pericolosità. I materiali oggetto di raccolta differenziata vengono inoltrati a consorzi specifici o ad imprese autorizzate per il loro smaltimento o riutilizzo.

Nel 2020 sono stati prodotti rifiuti da attività produttive o industriali per 29.331 tonnellate (-4,6% rispetto al 2019), di cui il 69% sono rifiuti non pericolosi; inoltre in seguito ad attività straordinarie, sono stati prodotti 5.778 tonnellate di rifiuti.

Nel corso del 2020 le aziende del Comparto hanno sostenuto costi di circa 10,8 milioni di euro per le attività di smaltimento.

Dove possibile sono state inoltre intraprese iniziative di recupero dei materiali in particolare legno, ferro e acciaio.

Altair, Elletipi, Laviosa e Venator sono ad esempio impegnate nel recupero degli scarti di produzione, mentre INEOS, attraverso il Progetto Next Bag, recupera gli scarti di sacchi plastici lavorati che vengono poi trasformati in nuovi sacchi.

 

Nonostante il continuo impegno per ridurre la produzione di rifiuti e spingere verso nuove tecnologie volte al recupero, all’utilizzo dei sottoprodotti e all’economia circolare, ad oggi la normativa che regolamenta il c.d. “End of Waste” non ha portato i benefici attesi.
Permane, a livello regionale una criticità derivante  dalla sempre maggiore carenza di impianti per il trattamento dei rifiuti che porta ad un incremento esponenziale dei costi per dover ricercare soluzioni sempre più spesso fuori dal territorio nazionale.
E’ tuttora attesa l’entrata in vigore del RENTR (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti) che andrà integralmente a sostituire la gestione del SISTRI (già abrogata).
Confindustria, insieme alle altre Associazioni di Categoria, è impegnata affinché il nuovo sistema, sia funzionale agli obiettivi e allo stesso tempo faciliti gli oneri e i costi di gestione per le imprese.

 

INEOS

L’azienda Ineos ha ottenuto importanti certificazioni per la realizzazione  di prodotti da riciclo rifiuti plastici e bio materie; in particolare:

  • Certificazione PSV(Plastica Seconda Vita): certificazione ottenuta a Maggio 2020 per i Compounds ottenuti mediante estrusione realizzati utilizzando dal 30 al 100% di polimeri derivati da rifiuti da raccolta differenziata e/o industriali. Nello specifico i prodotti su cui abbiamo ottenuto la certificazione sono prodotti di polietilene alta densità contenente 50 % di materiale riciclato di origine Post Consumer.
  • Certificazione RSB(Roundtable on Sustainable Biomaterials): certificazione ottenuta a Giugno 2020 permette la vendita di prodotti finiti realizzati con Materie prime certificate RSB:
    • Bio-materie prime generate da fonti di biomassa per produrre bio-nafta
    • Materie prime di plastica riciclata (r-plastica) generate dai processi di riciclaggio avanzato per produrre nafta riciclata

 

ENI

ENI dà avvio, all’interno del Comparto, al progetto Oilà, un progetto che prevede il recupero degli oli alimentari usati e di frittura prodotti dai dipendenti nelle proprie abitazioni. All’esterno della raffineria sono stati installati i contenitori dedicati alla raccolta degli oli di cucina e a ogni dipendente Eni è stata consegnata una tanichetta per effettuare la raccolta presso le rispettive abitazioni, insieme al materiale informativo che descrive come conferire correttamente questo tipo di rifiuto e i vantaggi ambientali della raccolta.

La logica alla base di Oilà è semplice e di grande valore: trasformare un rifiuto potenzialmente dannoso per l’ambiente, come l’olio vegetale esausto, in una nuova risorsa energetica. Un esempio concreto e virtuoso di economia circolare: gli oli di cucina esausti rappresentano, infatti, una valida materia prima per il processo di lavorazione delle bioraffinerie Eni, che utilizzano la tecnologia proprietaria Ecofining™ per produrre biocarburanti e il loro recupero contribuisce in modo concreto e immediato alla riduzione dell’inquinamento.