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Il nostro valore aggiunto economico

Il Valore Aggiunto di Comparto rappresenta la capacità delle aziende stesse di creare ricchezza a vantaggio dei diversi portatori di interesse, nel rispetto dell’economicità di gestione e delle aspettative degli interlocutori stessi; tale determinazione si distingue dalla definizione più strettamente contabile, perché adotta la metodologia proposta nel 2001 dal Gruppo di studio per il Bilancio Sociale (GBS).

La ricchezza creata serve a remunerare gli stakeholder che hanno intrattenuto con le aziende rapporti economicamente rilevanti e che hanno apportato risorse quali il lavoro, gli investimenti, i prestiti, i servizi di pubblica utilità, i programmi di utilità sociale, contribuendo di fatto, a generare la ricchezza economica del Comparto. I principali interlocutori, cui il Comparto ridistribuisce valore economico sono:

 

  • le Risorse Umane, con i salari e stipendi e altri costi;
  • gli azionisti con la distribuzione dell’utile;
  • i finanziatori e i prestatori di capitale di credito, con gli interessi sul debito;
  • la Pubblica Amministrazione con le tasse e le imposte versate;
  • la Collettività e il territorio destinando risorse per progetti di utilità sociale e culturale;
  • il Sistema aziendale stesso con l’accantonamento di risorse necessarie allo sviluppo dell’organizzazione (riserve e ammortamenti).

 

Si precisa che alcuni valori sono frutto di una stima, in quanto alcune aziende del Comparto sono stabilimenti di produzione di imprese o di Gruppi, italiani ed esteri, sprovviste di un proprio bilancio di esercizio (dispongono comunque di una contabilità di stabilimento).

Nel 2017, il valore aggiunto è stato pari a 282,8 milioni di euro (+75% rispetto al 2016) e risulta così ripartito:

 

 

Il valore aggiunto presenta un andamento generale in aumento per la maggior parte delle aziende del Comparto, ad eccezione di un paio di aziende i cui “valore economico globale” risulta appena al di sotto del valore registrato per l’esercizio 2016 (la cui riduzione percentuale media risulta essere intorno al -13%).

 

In termini di distribuzione del valore aggiunto, il valore aggiunto globale lordo prodotto nel 2017 risulta essere distribuito nella seguente modalità:

  • la quota destinata ai dipendenti, sotto forma di salari e stipendi e di oneri sociali, è passata da 105,2 milioni a 100,5 milioni di € rispetto all’esercizio precedente, diminuendo, in termini percentuali del 4,4% circa; tuttavia, come si può evincere dal grafico sottostante, la quota di valore aggiunto globale lordo destinatogli corrisponde al 35,6%;
  • alla Pubblica Amministrazione sono stati destinati 14,2 milioni di € come tasse e imposte, registrando un elevato aumento pari al 28,7% rispetto all’esercizio precedente; analizzando il valore aggiunto globale lordo, si evidenzia un’attribuzione dello stesso alla Pubblica Amministrazione pari al 5%;
  • i fornitori di capitale proprio e capitale di credito sono stati remunerati con 104 milioni di euro, rilevando un notevole incremento rispetto al 2016; essi hanno ricevuto una quota di valore aggiunto globale lordo pari al 36,8%;
  • alla collettività sono stati destinati oltre 540mila euro come sponsorizzazioni e liberalità, evidenziando un aumento, rispetto all’esercizio precedente, del 45%; rispetto al valore aggiunto globale lordo del 2017, è stato destinato loro lo 0,2% del totale.
  • la quota destinata al sistema impresa è passata da 26,9 milioni a 63,3 milioni di € rispetto all’esercizio precedente; tuttavia, come si può evincere dal grafico sottostante, la quota di valore aggiunto globale lordo destinatogli corrisponde al 22,4%;