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Sviluppo del capitale umano e welfare aziendale

Tutte le aziende del Comparto riconoscono il ruolo e l’importanza della formazione per creare un linguaggio comune, per sviluppare le abilità individuali e accrescere le competenze specialistiche e manageriali.

Nel 2020, le aziende del Comparto hanno dedicato ai propri dipendenti 58.980 ore di formazione (-39% rispetto al 2019); tale diminuzione è dovuta principalmente all’emergenza della pandemia da Covid-19.

Rapportando il numero totale delle ore-uomo al totale dei dipendenti delle aziende del Comparto, emerge come mediamente ogni lavoratore abbia ricevuto, nel 2019 26,6 ore di formazione media pro-capite, in diminuizione rispetto alle 43,9 ore pro-capite erogate nel 2019.

 

 

WELFARE AZIENDALE

Anche per il 2020 si possono elencare una serie di benefici e iniziative che alcune aziende del Comparto forniscono ai propri dipendenti, oltre a quelli previsti dagli accordi contrattuali, come ad esempio:

  • assistenza sociale di fabbrica;
  • asilo nido per i fligli dei dipendenti;
  • lavoro da remoto;
  • promozione di soluzioni di mobilità sostenibile (biciclette, car sharing, mezzi pubblici) tra i dipendenti;
  • programmi di conciliazione vita-lavoro per le lavoratrici madri con la possibilità di optare per il lavoro part time;
  • cassa integrativa sanitaria con benefici aggiuntivi rispetto a quella prevista dal contratto;
  • sovvenzione per studi e borse di studio per i figli dei dipendenti;
  • benefici aggiuntivi per i donatori di sangue (3 giorni di riposo invece di 1 previsto dalla legge);
  • controlli medici facoltativi a carico del datore di lavoro;
  • piano di acquisto annuale di azioni a prezzo ridotto;
  • assicurazione contro infortuni extra lavorativi.

 

 

Inoltre, in alcune aziende, sono operativi circoli ricreativi aziendali (CRAL), ovvero associazioni senza fini di lucro, che organizzano iniziative di interesse per i dipendenti con creatività e fantasia per migliorare le relazioni e la conoscenza tra colleghi: tornei ed altri eventi sportivi, gite ed attività turistiche, feste ed altri momenti ludici e ricreativi, mostre o corsi artistici e culturali, iniziative assistenziali e di solidarietà.

Il livello di benessere dei dipendenti può essere valutato anche considerando le assenze dal posto di lavoro e le loro motivazioni. I giorni di assenza dal lavoro nel 2020 hanno subito un aumento rispetto al 2019 (+27%).

Nel periodo di riferimento non si sono verificati casi di malattia professionale, mentre i giorni persi per malattie non professionali risultano aumentati del 24%. Nel 2020 anche il dato relativo ai permessi retribuiti è aumentato rispetto al 2019 (40%) ed uno stesso andamento si riscontra per i permessi non retribuiti (37%).

Tale aumentI sono dovuti principalmente alla diffusione della pandemia da Covid-19, sia per periodi di quarantena obbligatoria che per quelli di malattia da Covid-19.