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Come Gestiamo la Sostenibilità

Modello di Governance della sostenibilità

Sono 14 le aziende del Comparto che pubblicano il proprio Bilancio di Sostenibilità, segnale di una significativa attenzione verso la rendicontazione ESG e l’integrazione della sostenibilità nei processi decisionali.

Generalmente, i Consigli di Amministrazione collaborano con le direzioni del Sistema di Gestione Integrato Qualità, Sicurezza, Ambiente e con le direzioni Ricerca e Sviluppo per sviluppare modelli di business competitivi, capaci di coniugare innovazione e sostenibilità. Spesso queste strutture sono supportate da Comitati di sostenibilità e/o Responsabili della Sostenibilità, con il compito di gestire le relazioni con gli stakeholder, analizzare scenari di riferimento e definire piani strategici per generare valore sostenibile nel lungo termine.

Per esempio, Icap-Sira Chemicals And Polymers ha istituito una Sustainability Task Force che coordina le attività ESG. Ineos Manufacturing Italia ha creato la nuova figura del Sustainability & Technology Manager, dedicata a integrare sostenibilità e innovazione tecnologica, FGL International ha definito una nuova figura aziendale Sustainability and Regulatory Affairs Manager, Unigum ha istituito un Comitato di Sostenibilità, Eni si distingue per un Comitato Sostenibilità e Scenari mentre Nuova Solmine ha introdotto un Social Performance Team e un Energy Team per la gestione di tematiche di responsabilità sociale ed energia.

Inoltre, diverse aziende del Comparto hanno introdotto meccanismi di remunerazione con target ESG. Ad esempio, Altair Chemical prevede parametri legati al risparmio energetico nel premio produttivo e Costiero Gas Livorno prevede un premio “zero infortuni”.

Questi esempi evidenziano un impegno diffuso nel Comparto teso ad integrare la sostenibilità nelle strategie aziendali e nei sistemi di governance, favorendo un approccio responsabile e orientato al futuro.

LA GOVERNANCE DELLA SOSTENIBILITÀ DI ENI

Eni presenta una governance della sostenibilità solida e strutturata, con un ruolo centrale affidato al Comitato Sostenibilità e Scenari del Consiglio di Amministrazione.

Nel 2024 il Comitato si è riunito 10 volte, affrontando tematiche chiave come gli scenari ESG, i rating di sostenibilità, la Dichiarazione Non Finanziaria 2023, la gestione della risorsa idrica, il Piano investimenti per lo sviluppo locale e il lungo termine (fino al 2050), oltre agli impatti globali della transizione energetica.

La sostenibilità è integrata nei processi decisionali e nei sistemi di incentivazione, ed è supportata da una governance diffusa che include comitati, funzioni tecniche e manageriali dedicati.

 

Risk Management

Le aziende del Comparto si impegnano costantemente per promuovere integrità ed etica nella condotta aziendale per prevenire il rischio di corruzione attiva e passiva, riconosciuta come comportamento in grado di minare la fiducia e alterare la corretta competizione tra gli operatori del mercato.

Tale impegno si materializza principalmente in due azioni, ovvero l’adozione di un Codice Etico da parte dell’80% delle aziende del Comparto, e l’attuazione del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ai sensi del D.lgs. 231/01 da parte del 75% delle aziende del Comparto.

Il Modello di Organizzazione 231/01 rappresenta il sistema di regole operative e comportamentali che disciplinano l’attività dell’azienda, nonché gli ulteriori elementi di controllo al fine di prevenire i reati e gli illeciti amministrativi; allo stesso modo, il Codice Etico rappresenta il documento di riferimento per quanto riguarda l’approccio all’etica di impresa e raccoglie i principi, valori guida e le regole che formano la cultura aziendale.

In seguito all’entrata in vigore del nuovo Regolamento attuativo in materia di Rating di legalità, un indicatore sintetico del rispetto di elevati standard di legalità, alcune aziende (4 in totale) del Comparto hanno presentato domanda per il Rating all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM).

RATING ESG

Data la crescente importanza conferita alla trasparenza anche in materia ESG sia da parte dell’opinione pubblica che da parte di finanziatori e banche, alcune aziende del comparto (15 in totale) hanno fatto valutare il proprio profilo ESG da parte organizzazioni quali Ecovadis, MSCI[4], Open-es[5], CDP e Sustainalytics[6].

  • Eni emerge come il gruppo con l’impegno più esteso e documentato con ben quattro rating e indici positivi (MSCI ESG Rating ‘A’, Sustainalytics, Moody’s Analytics[7], FTSE4Good[8]), oltre allo status di “Prime Status” da ISS ESG[9].
  • Costiero Gas Livorno affianca il Rating MSCI e Ecovadis a valutazioni di Sustainalytics e ISS ESG.
  • Termisol Termica, invece, oltre ai rating principali, ha ottenuto una certificazione ESG dalla piattaforma Synesgy

Oltre ai numerosi sistemi di gestione citati, le aziende del Comparto adottano sistemi di risk management attraverso i quali identificano i principali rischi, generati o subiti, che derivano dalle attività d’impresa, predispongono le relative politiche di prevenzione e implementano modelli organizzativi e gestionali per la mitigazione del rischio.

Tali sistemi si rivelano particolarmente adatti alla gestione delle tematiche più attinenti alla sostenibilità e soggette a potenziali rischi non finanziari (Ambiente, salute e sicurezza, tutela dalle risorse umane, ricadute sociali, reputazione, anticorruzione).

Molte aziende hanno adottato sistemi e meccanismi di gestione anticorruzione, tra i più significativi:

  • Adozione del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo 231
  • Adozione di un Codice Etico
  • Attivazione di meccanismi di whistleblowing, come un numero verde e anonimo a disposizione di tutti i dipendenti che ritengano di dover segnalare dei comportamenti aziendali non corretti
  • Implementazione di procedure interne di separazione dei ruoli
  • Adozione di Protocolli Reati e Sistema Disciplinare
  • Realizzazione di una matrice dei rischi (SoD) comprendente una revisione dei ruoli e delle mansioni
  • Attuazione di Audit di sistema sulle aree a rischio
  • Formazione specifica su tematiche anticorruzione
  • Valutazione preventiva delle cariche e dei ruoli dei membri direttivi

 

Sistemi di Gestione e certificazioni

La gestione delle tematiche connesse alla sostenibilità significa, per le aziende del Comparto, dotarsi di sistemi sofisticati e complessi per la pianificazione e il controllo della qualità, della sicurezza, dell’ambiente, della governance aziendale e di altri aspetti specifici del settore. In questo modo, è possibile migliorare la gestione dei diversi rischi aziendali ed ottenere maggior competitività sui mercati di riferimento.

Nel 2024 il panorama delle certificazioni o dei sistemi di gestione più diffusi tra le aziende del Comparto è il seguente:

Data l’accelerazione e l’evoluzione normativa in materia ESG, alcune aziende si sono adoperate per il perseguimento della sostenibilità all’interno del proprio settore e per valorizzare l’orientamento strategico e la qualità dei propri prodotti, ad esempio implementando ulteriori sistemi di gestione, ottenendo certificazioni e autorizzazioni, o partecipando a programmi specifici. In particolare:

  • AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) e AUA (Autorizzazione Unica Ambientale): autorizzazioni ambientali che mirano a verificare la compatibilità ambientale di una determinata attività nel rispetto della normativa applicabile di riferimento.
  • AEOF: certificato AEO (Operatore Economico Autorizzato) in ambito di semplificazioni doganali e sicurezza.
  • CDI-T (Chemical Distribution Institute – Terminals): accreditamento di impianti di stoccaggio da parte di ispettori CDI-T.
  • ECOLABEL: marchio di qualità ecologica dell’Unione Europea (Ecolabel UE) che contraddistingue prodotti e servizi che pur garantendo elevati standard prestazionali sono caratterizzati da un ridotto impatto ambientale durante l’intero ciclo di vita.
  • EPRTR (European Pollutant Release and Transfer Register): registro che, sostituendo l’EPER, contiene informazioni relative alle emissioni significative di inquinanti in atmosfera, acqua e suolo e al trasferimento di rifiuti.
  • ETS (Emissions Trading Scheme – EU ETS): sistema di scambio di quote di emissione di gas a effetto serra.
  • FAMI-QS è un codice di Buone Pratiche (di proprietà di FAMI-QS Asbl) per le aziende che operano nel settore degli additivi e delle premiscele per mangimi, ed è finalizzato alla gestione dei processi e dei prodotti (dalla qualifica dei fornitori alla consegna presso il cliente) con modalità tali da garantire la sicurezza igienico-sanitaria e da minimizzare il rischio che prodotti non sicuri entrino nella catena alimentare.
  • FSSC 22000: certificazione per i sistemi di gestione della sicurezza alimentare.
  • GMP+: certificazione relativa alla produzione, trasporto e commercializzazione dei mangimi.
  • KOSHER: Certificazione che garantisce la conformità alle regole alimentari ebraiche.
  • ISO 13485: certificazione per i Sistemi di Gestione della Qualità per i Dispositivi Medici.
  • ISO 27001: certificazione per i Sistemi di Gestione delle Sicurezza delle Informazioni.
  • ISO 14021: auto-dichiarazione sulle asserzioni ambientali di prodotto.
  • ISO 10617: certificazione per un Sistema di Gestione della Sicurezza in stabilimenti dove sono presenti sostanze pericolose e c’è il rischio di incidenti rilevanti.
  • ISCC Plus (International Sustainability and Carbon Certification): Certificazione volontaria per la sostenibilità e tracciabilità di materiali bio e circolari.
  • IVDR 2017/746: regolamento UE per i dispositivi medico-diagnostici in vitro, con requisiti rigorosi.
  • Certificazione LWG: riconoscimento che premia le aziende del settore chimico/conciario che gestiscono in ottica di sistema l’impatto ambientale e l’economia sostenibile.
  • OEF (Organisational Ecological Footprint): calcolo certificato dell’impronta ecologica dell’organizzazione.
  • Marcatura CE: dichiarazione di conformità del prodotto ai requisiti di sicurezza dell’UE.
  • NF193 Environment: Ecolabel francese per prodotti a basso impatto ambientale.
  • OCS (Operation Clean Sweep): schema volontario che attesta l’impegno di un’azienda nel prevenire la dispersione di granuli, polveri e scaglie di plastica nell’ambiente, lungo tutta la filiera produttiva e logistica della plastica.
  • MDSAP: programma di audit unico per dispositivi medici.
  • Programma Responsible Care: programma di promozione dello Sviluppo Sostenibile dell’Industria Chimica mondiale, secondo valori e comportamenti orientati alla Sicurezza, alla Salute e all’Ambiente, nell’ambito più generale della Responsabilità Sociale delle Imprese.
  • Regolamento REACH: regolamento UE sulla registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche.
  • RSPO: standard globale per la produzione sostenibile dell’olio di palma.
  • VCA-P: certificazione che attesta il rispetto di rigorosi standard di sicurezza, salute e ambiente per appaltatori nel settore petrolchimico e industriale ad alto rischio.
  • ZDHC Manufacturing Restricted Substances List (ZDHC MRSL): recepimento della lista delle sostanze chimiche autorizzate per il proprio processo produttivo per assicurare ai propri clienti che le sostanze chimiche vietate non vengono utilizzate intenzionalmente durante i processi produttivi.

OBIETTIVI DI MIGLIORAMENTO DEL COMPARTO CHIMICO TOSCANO PER LA GOVERNANCE DELLA SOSTENIBILITÀ

  • Cooperazione: partecipazione a progetti di gruppo con i vari stakeholder di riferimento per creare sinergie, in particolar modo nella catena di approvvigionamento.
  • Compliance: implementazione ulteriore di sistemi di gestione per anticorruzione, salute e sicurezza, ambiente, e parità di genere.
  • Governance ESG: strutturazione di sistemi di governance idonei a presidiare i temi materiali e gestire rischi e opportunità ESG in modo coordinato, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica.
  • Obiettivi di sostenibilità in linea con l’agenda 2030: definizione e rendicontazione di obiettivi specifici su riduzione degli impatti ambientali e sociali per una crescita economica sostenibile.

 

[4] L’acronimo di Morgan Stanley Capital International, una società di analisi finanziaria globale nota per i suoi indici di mercato e per i rating ESG, che valutano la gestione dei rischi ambientali, sociali e di governance.
[5] Piattaforma digitale che promuove la sostenibilità tra le imprese, fornendo score card per misurare e migliorare le performance ESG.
[6] Agenzia di rating e ricerca ESG che valuta le performance di sostenibilità delle aziende, con particolare focus sul rischio ESG non gestito.
[7] Società di servizi finanziari che fornisce analisi di rischio e soluzioni di rating, inclusi servizi per la valutazione dei rischi ESG.
[8] Una serie di indici di borsa di FTSE Russell che includono aziende con solide pratiche ESG.
[9] L’acronimo di Institutional Shareholder Services ESG, un’agenzia che fornisce rating e dati di sostenibilità.
[10] Piattaforma di rating di sostenibilità del Gruppo CRIF che aiuta le aziende a misurare le proprie performance ESG.
[11] Fonte: Responsible Care, 31° Rapporto Annuale 2025