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Gestione della risorsa idrica

La gestione sostenibile della risorsa idrica è di primaria importanza per le aziende del Comparto, che perseguono l’obiettivo comune relativo alla messa a terra di buone pratiche e diffusione della conoscenza e sensibilizzazione in merito alla risorsa.

In particolare, alcune aziende hanno realizzato interventi di potenziamento del trattamento acque con la primaria finalità di assicurare il maggiore ricircolo possibile, sia di acque piovane che di condensa e per il loro riutilizzo nei processi produttivi.

Nel 2024, le aziende hanno prelevato circa 150 milioni di metri cubi di acqua (-6%). Le principali fonti di prelievo sono rappresentate da acqua di mare (87%) da acqua di fiume (6%), da acquedotto (3%).

Gli scarichi idrici ammontano invece a 136,8 milioni di metri cubi (-4% rispetto al 2023) e interessano in maniera quasi esclusiva i corpi idrici di superficie, quali corsi d’acqua e mare.

Nel corso del 2024  il quantitativo di acque riciclate risulta pari a circa 1,8 milioni di metri cubi, in diminuzione del -27% rispetto al 2023 (dovuto alla riduzione delle attività in Eni).

Nel 2024, il Comparto ha dimostrato un impegno concreto verso la gestione della risorsa idrica. Circa il 35% delle aziende ha implementato progetti per l’ottimizzazione del ciclo dell’acqua, attraverso iniziative che spaziano dal riutilizzo e il trattamento delle acque reflue alla riduzione dei prelievi e alla rendicontazione dei consumi. Durante il FY 2024 nessuna delle aziende ha registrato casi di superamento dei limiti di legge per gli scarichi idrici, a conferma di un elevato livello di conformità normativa.

Nel corso del 2024 le aziende del Comparto hanno attuato progetti per l’ottimizzazione del consumo idrico, il riutilizzo dell’acqua, ed eventuali supporti tecnologici che facilitano la misurazione e la rendicontazione dei consumi idrici. In particolare:

  • Altair Chemical ha attuato interventi di risparmio idrico che hanno portato a una significativa riduzione dell’emungimento di acqua dal fiume Cecina. In circa dieci anni, il consumo è passato da 24 m³ a poco più di 13 m³ di acqua per tonnellata di cloro prodotta, minimizzando così l’impatto sul bacino idrico.
  • Costiero Gas Livorno ha installato un sistema di filtri a carboni attivi, che permette di recuperare circa l’80% delle acque reflue di processo, massimizzando il riutilizzo interno.
  • Solvay Rosignano ha proseguito la propria partnership industriale nell’ambito del Consorzio Aretusa, grazie alla quale dal 2006 riutilizza ogni anno circa 3 milioni di m³ di acque reflue provenienti dai depuratori comunali, riducendo fortemente la dipendenza da fonti idriche primarie.

Le acque reflue delle aziende del Comparto confluiscono in reti di raccolta distinte per tipologia di acqua. In relazione alla qualità dell’acqua raccolta è previsto un trattamento di depurazione specifico.

Il controllo, finalizzato a monitorare l’andamento degli inquinanti presenti e a documentare il rispetto dei limiti di legge, è effettuato a valle di tutti i trattamenti e prima della restituzione delle acque nei corpi idrici.

Le acque di scarico dei processi produttivi di riferimento vengono prelevate ed analizzate con frequenza costante da laboratori specifici per verificare che le loro caratteristiche fisico-chimiche siano conformi a quanto prescritto dalle autorizzazioni, demandate dalle Autorità di riferimento.