Gestione responsabile dell’ambiente
Il rispetto ambientale rappresenta uno dei pilastri delle strategie per la sostenibilità delle aziende del Comparto: è prioritario che la crescita e lo sviluppo delle imprese sia coniugato alla riduzione continua dell’impatto sull’ambiente e alla ricerca di soluzioni innovative per migliorare l’uso di risorse.
Tale impegno si concretizza con l’attuazione di attività nel rispetto delle politiche ambientali adottate, con l’implementazione di sistemi di gestione internazionali e l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia.
Il contributo del Comparto alla tutela e miglioramento della qualità ambientale del territorio trova concreta applicazione nell’adozione di sistemi di gestione ambientale, in molti casi garantiti da certificazione ambientale. In particolare, 80% delle aziende hanno adottato un sistema di gestione ISO 14001, 20% delle aziende ha adottato lo schema Eco-Management and Audit Scheme (EMAS) per i propri impianti e il 25% ha adottato un sistema ISO 50001 per la gestione dell’energia.
Dopo quelli legati alla salute e sicurezza, i temi della protezione e salvaguardia dell’ambiente sono tra i più affrontati nelle attività formative. La comunicazione e la formazione su aspetti ambientali sono ritenute un fondamentale strumento di miglioramento anche verso le imprese terze che operano all’interno delle aziende.
Le aziende del Comparto, nel corso del 2024, hanno avviato una serie di progettualità, collaborazioni e analisi volte a migliorare le proprie performance ambientali. In particolare:
- Mappatura e monitoraggio dei rischi ambientali: attraverso sistemi di gestione e valutazioni d’impatto, le aziende identificano i rischi e implementano misure di mitigazione. Ad esempio, Depositi Costieri del Tirreno è un’azienda certificata ISO 14001 che ha implementato un Sistema di Gestione Ambientale (SGA). Questo sistema permette di identificare e analizzare gli aspetti ambientali significativi, valutarli e applicare misure per mitigarne gli impatti. Alcuni esempi concreti includono l’installazione di sistemi di recupero dei vapori, il monitoraggio dei consumi energetici e idrici, la sostituzione progressiva dell’illuminazione con LED, la gestione del riscaldamento per ridurre i consumi elettrici e la riduzione della quantità di rifiuti prodotti. Inoltre, l’azienda dispone di un impianto di autoproduzione di azoto, allarmi di alto livello per i serbatoi, un impianto di trattamento delle acque meteoriche, rilevatori di gas fissi e dispositivi anti-rabbocco, con procedure di verifica costante delle tubazioni e dei serbatoi durante i trasferimenti.
Infine, anche FGL International nel suo primo bilancio di sostenibilità 2024 ha condotto un’analisi di doppia materialità in linea con gli standard ESRS, mappando rischi e le opportunità legati alle tematiche ambientali.
- Iniziative di formazione e sensibilizzazione: la maggior parte delle aziende organizza cicli di formazione periodici per i neoassunti e per il personale già in organico. I temi trattati includono la corretta gestione dei rifiuti, il risparmio energetico e idrico, l’ecologia industriale e le buone pratiche da applicare sia sul luogo di lavoro che a casa.
Alcune aziende si distinguono per programmi più strutturati. Termisol Termica, ad esempio, prosegue il suo progetto For A Green World, che coinvolge i dipendenti nella piantumazione di 1.500 alberi, nella protezione di 300.000 api attraverso l’adozione di alveari (3BEE) e nella sensibilizzazione sulla biodiversità. Allo stesso modo, Ineos Manufacturing Italia promuove il programma Operation Clean Sweep (OCS) per prevenire la dispersione di granuli di plastica. L’informazione su questi e altri argomenti viene inoltre veicolata attraverso strumenti aziendali come magazine interni, schermi nelle aree comuni e riunioni periodiche.
- Partnership con enti e università: le aziende collaborano con le istituzioni per ridurre gli impatti ambientali. Un esempio significativo è Altair Chemical, che ha avviato diversi studi con l’Università degli Studi di Firenze e l’Istituto di Geoscienze e Georisorse (IGG) per l’installazione di una caldaia a idrogeno e l’ottimizzazione dell’autoproduzione di energia elettrica. Altre collaborazioni includono:
- Eni, che lavora con ARPAT per la minimizzazione delle emissioni.
- FGL International, che collabora con l’Università degli Studi di Salerno per studi su prodotti bio-based derivanti da scarti vegetali.
- Laviosa, che ha avviato un percorso di calcolo dell’impatto del ciclo di vita dei prodotti (LCA) con consulenti esterni.
- Solvay Massa, che sta lavorando all’adeguamento PRQA (Piano Regionale per la Qualità dell’Aria).
Sito di interesse Nazionale / Regionale di Livorno
Lo scorso 21 Marzo è stato pubblicato il Decreto per l’Accordo di Programma per la gestione delle attività di messa in sicurezza, bonifica, certificazione e restituzione all’utilizzo, delle aree non più comprese nel Sito di Interesse Nazionale di Livorno (SIN) e riperimetrate nel Sito di bonifica d’Interesse Regionale (SIR) di Livorno sottoscritto tra Regione Toscana, Provincia di Livorno, Comuni di Livorno e Collesalvetti, Autorità di Sistema Portuale, ARPAT, Azienda USL Toscana Nord Ovest, Autorità Idrica Toscana e Camera di Commercio Maremma e Tirreno.
Con questo atto, finalmente, si dà l’avvio alle attività necessarie alla certificazione delle acque sotterranee del sito; l’attività di analisi, messa in sicurezza e bonifica dei suoli – che va avanti da circa 20 anni – fino ad oggi ha visto impegnate le Aziende del territorio e i soggetti privati che hanno investito ingenti risorse economiche e umane.
Con questo nuovo Accordo di Programma, in una prima fase, i soggetti pubblici si impegnano economicamente per 245 k€ con l’obiettivo coordinare le attività di caratterizzazione e analisi di rischio delle acque, per iniziare il processo di restituzione all’utilizzo delle aree ancora “bloccate” dai procedimenti ambientali.
Nonostante i tempi estremamente lunghi che sono stati necessari per raggiungere questo Accordo, si dà finalmente avvio al completamento dello studio idrogeologico che fonda le basi sui dati raccolti nel corso degli anni con le indagini ambientali che ogni soggetto ha predisposto.
Inoltre, l’Accordo, certifica ciò che le Aziende coinvolte sul territorio hanno sempre sostenuto sulla necessità di procedere alla bonifica delle acque sotterranee attraverso una sinergia di tutti i soggetti coinvolti pubblici e privati, con l’obiettivo sia di un adeguato ripristino ambientale che di favorire la riqualificazione delle aree strategiche per l’economia del territorio.
Sito di interesse Nazionale / Regionale di Massa Carrara
Il Sito Industriale di Massa e Carrara è stato ricompreso nel Programma dei Siti di bonifica di interesse nazionale con la legge n. 426/98.
La perimetrazione del SIN, approvata nel 1999, ricomprende 1.648 ettari tra aree industriali e civili, inglobando anche una porzione di fondale marino antistante la costa.
Le caratteristiche principali e distintive del SIN di Massa Carrara sono:
- In queste aree risiedono 45.000 abitanti, essendo il SIN perimetrato anche in aree pubbliche residenziali.
- Il SIN comprende tutta la “Zona Industriale Apuana” e quindi in esso operano circa 700 aziende con oltre 8000 addetti: in pratica il cuore dell’industria apuana. Queste aree fin dagli anni ’80 a seguito della dismissione del polo chimico sono state oggetto di reindustrializzazione con lottizzazione delle aree e vendita (Bonifiche eseguite con normativa preesistente).
- Nel SIN non insistono più i Soggetti responsabili dell’inquinamento.
- Dal punto di vista della contaminazione, il SIN presenta alcune aree critiche di inquinamento dei suoli (laddove erano insediate industrie chimiche e siderurgiche) ed un diffuso inquinamento della falda sottostante.
Nel 2012 le aree di Bonifica sono state in parte regionalizzate e anche il SIN di Massa Carrara ha visto il passaggio di competenze alla Regione Toscana di gran parte del territorio perimetrato.
La maggiore criticità rilevata nel Sito di bonifica riguarda la contaminazione della falda acquifera sottostante.
Anche sulla spinta di Confindustria, a partire dal 2007, sono stati stipulati tra i Soggetti interessati i primi Accordi di Programma finalizzati alla progettazione di un impianto di messa in sicurezza e bonifica della falda e alla soluzione delle problematiche legate alla presenza di aree pubbliche residenziali.
Gli Accordi del 2016-2018 hanno previsto lo stanziamento di risorse statali e regionali per eseguire una caratterizzazione del Sito propedeutica ad un progetto consortile; Sogesid – Società in house del Ministero dell’Ambiente – ha recentemente aggiudicato la gara di appalto integrato riguardante la progettazione esecutiva e realizzazione delle opere.
Nel settembre 2025 partiranno i cantieri per la realizzazione del progetto di bonifica. Al momento si prevede che i lavori si svilupperanno nei successivi 18 mesi.

