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Contesto di riferimento

Il tema dello sviluppo sostenibile ha raggiunto negli ultimi anni una dimensione di grande rilievo e importanza e sta sempre più diventando un tema centrale per l’Azienda che vuole essere all’avanguardia e al passo con i tempi. Si riportano alcune delle iniziative, le quali sono oggetto di fervente attività in merito alla loro evoluzione normativa.

 

 

 

Le imprese del Comparto ChimicoToscano considerano da sempre la sostenibilità uno dei pilastri dello sviluppo del territorio. Nel loro percorso di sviluppo e di crescita economica perseguono una strategia atta a generare ricchezza e, allo stesso tempo, anche tale da garantire l’equilibrio tra competitività, sostenibilità ambientale e responsabilità sociale, quali elementi cruciali di successo e premesse essenziali per l’affermarsi di una vera cultura di impresa.Esistono alcuni concetti chiave legati alla sostenibilità nei quali le aziende del Comparto si riconoscono e che pongono alla base delle proprie scelte strategiche e operative: il Bilancio di sostenibilità nasce proprio con lo scopo di rendere evidente l’impegno del Comparto verso uno sviluppo sostenibile e verso una rendicontazione trasparente dei risultati conseguiti.

Poiché l’impegno del mondo produttivo deve essere accompagnato e sostenuto da un quadro di regole prevedibile e certo, che consenta di sviluppare soluzioni pratiche e progettare investimenti di lungo termine, Confindustria Nazionale ha deciso di proporre “La Carta dei Principi per la sostenibilità ambientale” e la relativa guida operativa per stimolare le imprese ad un continuo miglioramento delle proprie attività, ovvero la bussola dei valori di riferimento nel loro cammino per uno sviluppo sostenibile. Più tutte le imprese e gli imprenditori italiani saranno impegnati nella sfida per lo sviluppo sostenibile, più moderna e competitiva sarà l’economia e più vivibile il nostro Paese.

 

INDAGINE SULL’IMPATTO DELLA PANDEMIA DA COVID-19 PER LE IMPRESE DEL COMPARTO

 In linea con le attività promosse dalla Task Force di Confindustria sull’emergenza Covid-19, le Aziende del Comparto hanno approfondito l’analisi degli effetti sulle proprie attività dell’emergenza sanitaria, con l’obbiettivo di comprendere la reale situazione del Comparto.

Con riferimento alla situazione rilevata dalle aziende al 31/12/2020 è emerso che:

  • Il 39% del totale dei lavoratori ha mediamente svolto attività in smart working
  • Il 42% delle aziende ha fatto ricorso mediamente agli ammortizzatori sociali (CIGO, FIS)
  • In media, il 12% dei lavoratori è stato coinvolto da ammortizzatori sociali (CIGO, FIS) (33% considerando solo le aziende che li hanno previsti).
  • Se per un quarto delle aziende non c’è stato alcun impatto negativo in termini di gestione o necessità di modifiche al piano aziendale, poco più della metà riporta che la diffusione del Covid-19 ha determinato una situazione in ogni caso gestibile e revisioni di minima entità, mentre il 16% ha ritenuto che gli effetti negativi sopraggiunti richiedessero la riorganizzazione del piano aziendale, ed il 5% ha dichiarato gli obiettivi fissati per il 2020 irraggiungibili, data la severità delle ripercussioni.
  • In generale la quasi totalità delle imprese ha riscontrato difficoltà nulle o basse nella gestione della propria attività in relazione alla dotazione di materiale sanitario (mascherine, guanti, etc.) e si sono verificate maggiori problematiche con la gestione della supply chain. Infatti, per oltre un quinto delle imprese, la mancanza di ricezione delle forniture da altre imprese ha avuto un impatto di media intensità sulle attività produttive.
  • Il calo percentuale delle ore lavorate, imputabile agli effetti del Covid-19 rispetto alla normalità, è stato mediamente del 9% (14% includendo nel computo le sole imprese che hanno dichiarato un calo delle ore lavorate)
  • Il 47% delle aziende ha riscontrando problemi in relazione al rallentamento della domanda dei beni e/o servizi
  • Circa un decimo delle aziende ha richiesto ed ottenuto finanziamenti utilizzando le misure previste dal DL Liquidità, mentre il 5% dichiara che il finanziamento richiesto è in fase di definizione, ed un altro 5% che questo non è stato ancora erogato e in attesa della sua erogazione l’istituto bancario ha proposto all’impresa un provvedimento “ponte” di liquidità.
  • Quasi la metà delle aziende cita come strategia messa in atto per superare la crisi il consolidamento dello smart working e la riorganizzazione dell’attività aziendale. Inoltre, circa un terzo ha menzionato l’ampliamento dei target di mercato e la digitalizzazione, mentre un quinto la riduzione dei costi fissi.