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Lettera del Presidente

 

La crisi sanitaria degli ultimi due anni ha accelerato la discussione pubblica sul futuro e sulle sfide che il piano verde dell’Europa ci aveva anticipato nel 2019 e che oggi rappresentano una delle principali leve di sviluppo economico e sociale. Ci troviamo in un momento unico della nostra storia: attraverso l’economia possiamo ridisegnare una nuova società, più sostenibile e inclusiva.

È un impegno testimoniato da tante imprese toscane che già vedono al centro dei loro programmi di sviluppo la ricerca di una maggiore e migliore sostenibilità ed in particolare dalle imprese del comparto chimico della nostra regione che, ogni anno, rendicontano volontariamente i dati sociali, ambientali ed economici della loro attività.

Il settore è alla base della nostra industria di trasformazione e in Toscana rappresenta un asset strategico che dà lavoro a circa ottomila addetti e contribuisce per il 6% al fatturato nazionale di settore e per oltre il 5% all’export nazionale del comparto. Si tratta di imprese mediamente più strutturate della media manifatturiera della nostra regione che hanno saputo declinare il loro impegno per la sostenibilità su tre dimensioni: economica, ambientale e sociale.

Economica. Le aziende del comparto producono e mantengono, all’interno del territorio di riferimento, gran parte della ricchezza economica generata combinando efficacemente le risorse per valorizzare la specificità dei prodotti e dei servizi territoriali in un’ottica di sviluppo sostenibile.

Ambientale. L’attività delle imprese del comparto è caratterizzata dalla ricerca continua di soluzioni innovative per migliorare e limitare l’impatto ambientale e ottimizzare l’uso di risorse.

Sociale. È costante l’attenzione ad investire nei rapporti con la comunità e le istituzioni, oltre agli investimenti in sicurezza e tutela dei lavoratori. Questa attenzione ha creato nel tempo relazioni basate su rispetto e fiducia tra i diversi portatori di interesse e ha rafforzato la rete di relazioni sul territorio.

Siamo convinti che questo modello di sviluppo, capace di tenere insieme economia, ambiente e società, possa essere alla base di una nuova cultura, in cui l’impresa sia riconosciuta responsabile, innovativa, trasparente, sostenibile e quindi possa rappresentare per la nostra regione e per il Paese una risorsa da sostenere e salvaguardare.

 

Maurizio Bigazzi

Presidente Confindustria Toscana