Valore economico generato e distribuito
Il quadro d’insieme degli aspetti economici connessi all’attività delle aziende del Comparto viene messo in evidenza attraverso il calcolo del valore economico generato e distribuito, che può essere definito come la ricchezza creata dalle aziende nello svolgimento delle proprie attività e poi distribuita sul territorio.
Il valore economico distribuito è uno degli elementi da tenere in considerazione per valutare la ricchezza generata e distribuita ad alcune categorie di soggetti che, con i loro differenti contributi, hanno concorso a produrla e/o che sono comunque fra i principali stakeholder di riferimento.
Il valore economico trattenuto, invece, rappresenta la parte di risorse economiche trattenute all’interno delle aziende del Comparto per il loro stesso sostentamento e la sostenibilità nel tempo.
Nel 2024 il valore economico generato è stato pari a circa 2 miliardi di euro, in calo del 39% rispetto al 2023. La differenza sostanziale degli indicatori di ambito economico, che rende difficile un confronto realistico tra i due anni, è da ricondurre principalmente ai lavori per la conversione in bioraffineria dell’impianto Eni di Livorno. Questa ha comportato l’interruzione della lavorazione di greggio a fine gennaio 2024, la fermata degli impianti per la produzione di kerosene per aviazione, lubrificanti, bitumi e prodotti speciali, e il contestuale avvio della costruzione di nuovi impianti per la produzione di diesel HVO a partire da materie prime non fossili.
*Si precisa che alcuni valori sono frutto di una stima, in quanto alcune aziende del Comparto sono stabilimenti di produzione di imprese o di Gruppi, italiani ed esteri, sprovviste di un proprio bilancio di esercizio (dispongono comunque di una contabilità di stabilimento).
Nel 2024 il valore economico generato è stato così distribuito agli stakeholder del Comparto Chimico:
- 89,2% è rappresentato dalla remunerazione dei fornitori per l’acquisto di materiali, beni e servizi;
- 9,4% a favore dei lavoratori, dipendenti e collaboratori, per circa 193,9 milioni di euro (salari e stipendi, compensi agli amministratori, oneri sociali e altri costi);
- 0,5% del totale ai fornitori di capitale di credito, a titolo di remunerazione dei prestiti contratti (10,4 milioni di euro);
- 0,8 %, circa 17,0 milioni di euro in imposte dirette e indirette;
- 0,04% in investimenti a favore della comunità di riferimento (circa 0,8 milioni di euro).
Il valore economico trattenuto dalle aziende del Comparto nel 2024 è stato di 9,1 milioni di euro, (-88% rispetto ai valori del 2023); in particolare, tale riduzione si associa principalmente ad una rilevante riduzione del valore del sistema impresa a fronte dell’utilizzo dello stesso per la copertura di eventuali perdite di esercizio da parte di tre aziende.
CATENA DI FORNITURA
Tutti i fornitori delle aziende del Comparto sono chiamati a prendere conoscenza e fare propri i principi dei
Modelli 231 e dei Codici Etici adottati dalle aziende stesse, in modo da assicurare il rispetto della normativa in tema di salute e sicurezza sul lavoro, di salvaguardia ambientale, nonché il rispetto degli standard internazionali in materia di diritto del lavoro.
Alcune aziende del Comparto hanno ottenuto la certificazione SA 8000 per una migliore gestione delle proprie situazioni di rischio a fronte di criteri di Responsabilità Sociale relativi alle condizioni di lavoro dei propri fornitori e subfornitori e hanno implementato processi di valutazione secondo un rating che considera i rischi connessi ai prodotti/servizi forniti, quali la presenza di certificazioni socio-ambientali, solidità finanziaria e idoneità e adeguatezza, sia da un punto di vista tecnico, che in termini di qualità, sicurezza e ambiente. Alcune aziende mettono inoltre in atto progetti di riduzioni delle emissioni di CO2 nella catena del valore, sia con i principali clienti che con i fornitori a più alto impatto ambientale. Unigum ha approvato il Codice di Condotta di Assosistema, l’associazione confindustriale di riferimento per la sicurezza sul lavoro, adottandone i principi anche nella gestione della propria catena di fornitura.
I fornitori delle aziende del Comparto operano in settori differenti, tra i quali prevalentemente materie prime, energia e servizi.
La quota totale di spesa per gli acquisti è diminuita rispetto al 2023 (-47%) passando da un totale di 2,8 miliardi di euro a circa 1,5 miliardi di euro nel 2024, in linea con la diminuzione del valore economico generato.
L’analisi degli acquisti delle materie prime, beni e servizi per area geografica di provenienza del fornitore fa emergere come quelli provenienti da Paesi extra Europei siano pari a circa al 15,5% del totale nel 2024, in forte riduzione rispetto all’anno precedente. Il calo è dovuto all’assetto produttivo di Eni, rivoluzionato durante il 2024 anche in termini di materie prime acquistate, con sostituzione del greggio di provenienza extra UE con semilavorati di provenienza principalmente italiana, da altre raffinerie del circuito Eni.
Escludendo la fornitura di materie prime, beni e servizi da fornitori extra Europei, le forniture da fornitori europei sono pari all’84,5%.
Le forniture provenienti da Paesi Europei (Italia esclusa) sono pari al 13,1%, mentre il 71,4% è di origine italiana, per un totale di circa 1,08 miliardi di euro – in calo del 10% sul 2023.
In particolare, il 5,2% delle forniture sono locali, ovvero provenienti dalla regione Toscana.
LE IMPRESE APPALTATRICI
Le aziende del Comparto, nell’ambito di politiche improntate al miglioramento continuo verso la sostenibilità, gestiscono con la massima trasparenza i rapporti con le imprese appaltatrici. 
Anche per il 2024 le aziende del Comparto dispongono dei dati utili a quantificare il lavoro prestato dagli addetti di imprese terze presenti quotidianamente all’interno dei loro stabilimenti per svariate attività, tra le quali manutenzione impianti, pulizia, vigilanza, movimentazione merci e mensa.
È stato stimato che nel corso del 2024 le aziende del Comparto hanno corrisposto alle imprese terze circa 295,2 milioni di euro (+ circa 104%). Il forte aumento è spiegato dagli importanti lavori in corso nel sito Eni.
Dal monitoraggio del numero di ore lavorate dai prestatori d’opera sono risultate circa 2,8 milioni (-21,2%) di ore complessive nel 2024; l’equivalente a tempo pieno di quest’ultimo dato (FTE – Full-Time Equivalent) è di circa 1.637 lavoratori [1].
Questa stima non è rappresentativa di tutto l’indotto in senso lato, ma solo delle persone impiegate da imprese appaltatrici, che svolgono la loro attività all’interno degli stabilimenti.
Nel corso del 2024 sono proseguiti gli incontri tra i vertici aziendali e i direttori degli stabilimenti con l’obiettivo di diffondere temi di comune interesse, quali la prevenzione infortuni, la sicurezza degli impianti e la corretta gestione ambientale lungo tutta la catena del valore. A queste attività si aggiungono i monitoraggi relativi agli audit di qualità, ambiente e di sicurezza, come previsto dai sistemi di gestione di tutte le aziende del Comparto.
Inoltre, le costanti e sempre maggiori attività di formazione e di educazione alla cultura della sicurezza, congiuntamente all’applicazione del DUVRI (Documento Unico Valutazione Rischi Interferenze) hanno portato ad intensificare i controlli e migliorato la gestione e organizzazione del lavoro, evitando di utilizzare eventuali organizzazioni non in grado di offrire adeguate garanzie per la sicurezza delle prestazioni fornite.




