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Gestione dell’energia ed emissioni in atmosfera

Le aziende del Comparto, alcune delle quali facenti parte di gruppi multinazionali, sono particolarmente energivore.

Il consumo di energia elettrica delle aziende del Comparto nel corso del 2024 è stato di circa 1.200 GWh, in aumento del 13,3% rispetto al 2023 (energia elettrica acquistata e consumata e energia elettrica autoprodotta e consumata). Tale fabbisogno viene soddisfatto dall’acquisto di energia elettrica dalle reti elettriche nazionali o direttamente da alcuni importanti produttori per il 65% e il restante 35% autoprodotta e consumata dalle aziende stesse.

 

L’energia autoprodotta dalle aziende è stata ottenuta per l’89% da impianti termoelettrici senza cogenerazione, per l’11% con cogenerazione, e per il restante da impianti fotovoltaici. L’energia autoprodotta e consumata è stata pari a 419,1 GWh (+22%), mentre quella autoprodotta e venduta è stata pari a 240,1 GWh (+116%).

Alcune aziende (Altair, Solvay Massa, Unigum) hanno acquistato energia coperta del tutto o in parte da Garanzie di Origine, per quasi 60 GWh nel 2024, pari a circa il 7% del totale di energia acquistata e consumata.

I combustibili vengono impiegati principalmente per la produzione di elettricità, calore o vapore necessari per i vari processi produttivi, e in parte residuale per l’autotrazione. Nel 2024, il combustibile principale impiegato è stato il gas naturale, per un totale di circa 1.730 GWh (-27%).

Nel 2024 le aziende del Comparto hanno sostenuto costi per oltre 245 milioni di euro per l’approvvigionamento energetico e idrico, in forte riduzione (-26%) rispetto al 2023, anno caratterizzato dall’aumento vertiginoso dei prezzi. Il calo dei prezzi ha interessato sia l’energia elettrica (-6%) che il gas naturale (-44%), che hanno rappresentato la gran parte dei costi delle aziende.

 

L’incidenza dei costi energetici sul valore della produzione, legati all’acquisto di energia elettrica, combustibili e vapore è aumentata dal 9,4% del 2023 all’11,3% nel 2024.

[19] Fonte: Responsible Care, 31° Rapporto Annuale 2025

INIZIATIVE PER IL RISPARMIO ENERGETICO E PER LA RIDUZIONE DEGLI IMPATTI AMBIENTALI

I consumi energetici rappresentano un tema cruciale per le aziende del Comparto, in particolare per la maggior parte di esse classificate come “energivore” dalla normativa. L’attenzione verso l’efficientamento energetico e la riduzione degli impatti ambientali ha portato a molteplici iniziative e innovazioni di processo nel corso del 2024.

Le aziende hanno adottato un approccio strutturato che si estende su diversi fronti. Un dato significativo è che circa il 65% delle aziende del Comparto (pari a 13 su 20) è soggetto all’obbligo di diagnosi energetica, un processo che molte hanno già completato con emissioni di certificazioni tra il 2023 e il 2024. Per guidare queste strategie, circa il 55% delle aziende (11 su 20) ha nominato un Energy Manager o ha istituito una struttura interna dedicata specificamente all’ottimizzazione energetica.

Sul piano tecnologico, gli investimenti sono stati mirati e concreti. Ad esempio, Diesse Diagnostica Senese ha investito nella sostituzione di vecchie presse con modelli di nuova generazione che garantiscono una riduzione dei consumi fino al 30%, e ha attuato modifiche di confezionamento che hanno portato a una riduzione di 17 tonnellate di plastica.

Altre iniziative diffuse includono la sostituzione delle vecchie lampade con illuminazione a LED e l’installazione di sistemi di controllo da remoto per la gestione delle temperature dei serbatoi, con conseguente ottimizzazione degli impianti di refrigerazione. Inoltre, circa il 40 % delle aziende (8 su 20) sfrutta la cogenerazione per autoprodurre energia e calore, mentre alcune hanno installato impianti fotovoltaici. Per quanto riguarda l’acquisto di energia rinnovabile, circa il 15% delle aziende (3 su 20) dichiara di farlo.

L’impegno si estende anche alla mobilità: la maggioranza delle aziende sta progressivamente adottando veicoli ibridi o elettrici per la propria flotta, con percentuali che in alcuni casi arrivano fino al 56%. Infine, l’attenzione del Comparto non si limita agli aspetti tecnici, ma coinvolge anche il personale, con molte aziende impegnate in attività di formazione e sensibilizzazione dei dipendenti e degli operatori esterni sulle tematiche ambientali.

ALCUNE BEST PRACTICE

Innovazione tecnologica e riduzione dei consumi

Diesse Diagnostica Senese ha investito nella sostituzione di vecchie presse con modelli di nuova generazione, ottenendo una riduzione dei consumi fino al 30%. Ha inoltre attuato una modifica del confezionamento che ha portato a una riduzione di 17 tonnellate di plastica utilizzata nel processo produttivo. Un ulteriore esempio è il nuovo Diesse Biotech Campus, progettato con materiali certificati e un’automazione che garantisce un risparmio energetico del 21% rispetto ai sistemi tradizionali.

 

Autoproduzione di energia e sostituzione dei macchinari

Il fabbisogno energetico dello stabilimento di Altair Chemical è coperto in gran parte da due cogeneratori ad alto rendimento alimentati a gas naturale. L’azienda sta anche sostituendo progressivamente i vecchi motori dei macchinari con altri di nuova concezione e ha aggiornato l’illuminazione con tecnologia a LED. Per gestire questi aspetti, è stato nominato un Energy Manager.

 

Fonti rinnovabili e mobilità elettrica

All’interno dello stabilimento, Termisol Termica ha installato un impianto fotovoltaico per l’autoproduzione di energia. È inoltre in corso un processo di adozione e sostituzione dei mezzi di trasporto e operativi con veicoli 100% elettrici.

 

Efficienza di processo e gestione strutturata

Venator Italy ha sostituito i livelli di misurazione dell’acqua alimentati ad aria compressa con livelli meccanici più efficienti. A conferma del proprio impegno, oltre a un Energy Manager, ha istituito una struttura dedicata di 4 persone esperte per il miglioramento continuo delle prestazioni dello stabilimento.

 

Ottimizzazione degli impianti

Per l’efficientamento energetico, Neri Depositi Costieri ha migliorato il sistema di controllo delle temperature dei serbatoi riscaldati e refrigerati, rendendolo gestibile da remoto. Questo ha permesso di ottimizzare l’attivazione degli impianti, a cui si aggiunge un’ulteriore ottimizzazione del sistema di refrigerazione.

 

Aggiornamento tecnologico

Essentials Chemicals Italy ha continuato a sostituire le vecchie lampade con tecnologia a LED e ha installato nuovi inverter su diverse apparecchiature per ridurre i consumi elettrici.

 

Energia rinnovabile

Graziani ha installato un impianto fotovoltaico sul tetto del proprio stabilimento per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

PROGETTO FOR A GREEN WORLD

Termisol Termica ha lanciato nel 2019 For A Green World, un progetto in continua evoluzione, nato da un forte spirito di sostenibilità e realizzato per mettere in atto delle strategie volte a ridurre l’impatto ambientale e migliorare la qualità di lavoro e di vita delle persone che lavorano all’interno dell’azienda.

Nell’ambito del progetto, è nata la prima foresta Termisol, in collaborazione con Treedom: con 1.500 alberi piantumati in Kenya la foresta avrà la capacità di assorbire circa 195 mila Kg di CO2 annui. La foresta Termisol supporta progetti agro-forestali realizzando così ecosistemi sostenibili e crescerà nel tempo aiutando la tutela della biodiversità.

Dal 2022 For A Green World si focalizza infatti sulla tutela della biodiversità, prendendo parte ad un progetto ideato dalla piattaforma 3Bee per la tutela e il monitoraggio della vita delle api e la piantumazione di boschi nettariferi. L’azienda ha donato 500 api a ciascun dipendente, per un totale di 180.000 api protette, oltre ad aver creato l’oasi Termisol Termica che può essere visitata tramite il sito internet. I dipendenti sono stati coinvolti nell’adozione delle api e hanno partecipato ad un concorso per la vincita di 15 city bike legate al programma di sensibilizzazione verso il trasporto green all’interno del progetto. Grazie e questi progetti l’azienda ha ottenuto l’attestazione di avvenuta compensazione di CO2.

EMISSIONI IN ATMOSFERA

Le aziende del Comparto dimostrano un costante impegno per limitare le emissioni di inquinanti in atmosfera utilizzando impianti e tecnologie innovativi.

Le emissioni di inquinanti in aria sono oggetto di studio e monitoraggio costante, dal momento in cui fuoriescono dal camino dell’azienda a quando ricadono al suolo; ulteriori controlli vengono anche effettuati sulle materie prime o combustibili utilizzati, che possono influire sulle emissioni atmosferiche, per garantire il rispetto dei limiti di legge.

Viene posta particolare attenzione in fase progettuale degli impianti, con la scelta delle tecniche più opportune per la riduzione delle emissioni e la conduzione dei processi produttivi.

Le emissioni di gas serra collegate alle attività del Comparto Chimico Toscano possono essere suddivise in emissioni dirette e indirette.

  • Le emissioni dirette (Scope 1) derivano da fonti energetiche detenute o controllate da un’organizzazione, come ad esempio i combustibili fossili acquistati per il riscaldamento, per la produzione di energia elettrica e termica.
  • Le emissioni indirette (Scope 2), invece, fanno riferimento all’elettricità acquistata, al riscaldamento, al raffreddamento e al vapore consumato da un’organizzazione, ad esempio, per l’illuminazione degli edifici e l’alimentazione dei macchinari. Tali emissioni vengono calcolate sia tramite l’approccio location-based, sia attraverso l’approccio market-based: il primo considera l’intensità media delle emissioni di gas serra delle reti sulle quali si verifica il consumo di energia, utilizzando principalmente i dati relativi al fattore di emissione medio della rete; l’approccio market-based considera invece le emissioni causate dal consumo di energia elettrica che l’azienda ha intenzionalmente scelto con forma contrattuale.

Il gas naturale rappresenta la principale fonte diretta di emissioni di gas serra per le aziende, pari a circa 352 mila tCO2e, costituendo circa la metà del totale di emissioni dirette nel 2024.

[20] Per il calcolo delle emissioni dirette (Scope 1) derivanti dal consumo di gas naturale e combustibili liquidi, sono stati utilizzati i fattori di emissione pubblicati dal DEFRA (Department for Environment, Food and Rural Affairs) nel 2024.

[21] Per le emissioni dirette (Scope 1) derivanti da autoproduzione e consumo di energia elettrica, e indirette (Scope 2) sono stati applicati i seguenti fattori di emissione: Location-based: ISPRA – Rapporto 404/2024; Market-based: AIB – European Residual Mixes 2024.

[22] Fonte: elaborazione su dati Responsible Care, 31° Rapporto Annuale 2025

 

I valori relativi alle emissioni in atmosfera riferiti agli stabilimenti che emettono componenti di monitoraggio sottoposte a stretti vincoli normativi si sono mantenuti al di sotto dei limiti di legge. È stato registrato da Eni un singolo caso di superamento della concentrazione limite di CO e COV su un camino nei mesi di febbraio e marzo 2024.

EMISSIONI ODORIGENE

Il D.Lgs 183/2017 all’articolo 272-bis lascia alle Regioni la competenza di stabilire, attraverso le specifiche autorizzazioni ambientali valori limite di emissione espressi in concentrazione (mg/Nm³), prescrizioni impiantistiche e gestionali per impianti e per attività aventi un potenziale impatto odorigeno, criteri e procedure volti a definire, nell’ambito del procedimento autorizzativo, portate massime o concentrazioni massime di emissione odorigena espresse in unità odorimetriche (ouE/m³ o ouE/s) per le fonti di emissioni odorigene dello stabilimento.

Le modalità procedurali (per impianti esistenti e di nuova installazione) sono ricomprese nel nuovo Piano Regionale per la Qualità dell’aria emanato dalla Regione Toscana.

Prosegue pertanto il monitoraggio e la gestione degli impianti di abbattimento installati dalle Aziende nel periodo di riferimento.

Il Comparto implementa molteplici azioni per monitorare e ridurre le emissioni odorigene presso gli impianti e le apparecchiature identificate come potenziali sorgenti attraverso controlli e interventi interni ed esterni, spesso realizzati con ARPAT allo scopo di intercettare anche tempestivamente eventuali perdite.

I costi sostenuti nel corso del 2024 per ridurre le proprie emissioni odorigene sono ammontati a circa 500 mila euro.