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Dialogo con gli stakeholder

L’attenzione e il dialogo con gli stakeholder sono molto significativi per le aziende del Comparto, sia a livello locale che nazionale, sia tra gli interlocutori interni che esterni. Grazie a un lavoro costante nel tempo, le aziende del Comparto hanno sviluppato una rete di relazioni con il mondo delle istituzioni, delle rappresentanze, con le scuole, con i fornitori e con la collettività.

Segue un elenco sintetico delle principali attività di dialogo e coinvolgimento che le aziende svolgono costantemente durante l’anno: esse rappresentano la volontà di conoscere le opinioni degli stakeholder e di dialogare in maniera aperta, costante e costruttiva con loro. Si rimanda, inoltre, al capitolo “Dialogo con gli stakeholder” per un approfondimento sull’iniziativa specifica di dialogo con i rappresentanti dei cittadini e delle organizzazioni del territorio, legata al Bilancio di Sostenibilità del Comparto Chimico e Petrolifero Toscano.

 

PRINCIPALI INIZIATIVE DI ASCOLTO E DIALOGO

 

L’INCONTRO ANNUALE CON GLI STAKEHOLDER

 

Il momento di incontro e dialogo con gli stakeholder rappresenta il punto di forza del processo di reporting sviluppato dalle aziende del Comparto Chimico e Petrolifero Toscano: anche per questa edizione è stato previsto un momento di confronto strutturato avente lo scopo di identificare e mettere in evidenza i temi di sostenibilità ritenuti più significativi (materiali).

Per gli stakeholder, il Bilancio di Sostenibilità, giunto alla sua 20° edizione, costituisce un ottimo strumento in grado di rappresentare la capacità del Comparto di creare valore economico sostenibile nel tempo, nel rispetto degli aspetti ambientali e sociali. Non solo: rappresenta un osservatorio privilegiato da cui far emergere le risposte alle esigenze manifestate dai vari stakeholder, dimostrando al contempo come il Comparto sia guidato da una visione strategica condivisa. Il Bilancio può far capire non solo quanto le imprese siano impegnate sul fronte della responsabilità sociale d’impresa (con dati oggettivi e presentati in maniera chiara), ma come anche gli altri attori del “sistema toscano”, direttamente o indirettamente legati allo sviluppo del settore, possano cooperare per lo sviluppo sostenibile di tutto il territorio.

 

 

Gli aspetti di contenuto che meriterebbero maggior approfondimento per il futuro, tra gli altri, sono:

  • Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro: deve continuare ad essere garantita sia presso le aziende del Comparto che presso le imprese terze; questo anche considerando i programmi definiti dalle Istituzioni come nel caso del Protocollo d’intesa per la sicurezza nei porti della Regione Toscana e i successivi Piani operativi definiti per implementare forme di collaborazione tra Enti e imprese per adottare sistemi condivisi di monitoraggio dei rischi presenti.
  • Sul fronte ambientale:
    • Migliore rendicontazione sui consumi idrici in modo da diffondere la conoscenza sui processi di riutilizzo delle acque industriali reflue trattate, in un’ottica di economica circolare e valutare i possibili impatti economici derivanti da scelte di tipo ambientale;
    • Iniziative per la riduzione degli impatti ambientali dei prodotti, ad esempio riportando quante e quali etichette ambientali sono presenti presso le aziende.
  • Indotto occupazionale: continuare a rendicontare quanto realizzato per garantire e tutelare l’occupazione diretta e affinare ulteriormente le valutazioni circa l’indotto occupazionale creato.
  • Occupazione femminile: per quanto il settore sia storicamente e culturalmente caratterizzato da una netta prevalenza di personale maschile, sarebbe opportuno rendicontare quanto fatto per stimolare la presenza femminile nelle aziende sia in termini di sensibilizzazione alle professioni (orientamento scolastico e universitario) sia tramite un sistema di misure e programmi per una sempre migliore conciliazione tra vita e lavoro.
  • Aree da SIN-SIR: continuare a rendicontare lo stato di avanzamento degli interventi previsti per tali aree, come il percorso di messa in sicurezza della falda e la programmazione degli interventi di riduzione degli inquinanti.

 

Tra le proposte di miglioramento che riguardano il processo di rendicontazione di sostenibilità del Comparto sono emerse, tra le altre, le seguenti:

  • Investire in comunicazione intesa come capacità di informare la collettività circa le buone pratiche delle aziende del Comparto sul fronte sociale e ambientale diffondendo maggiormente le informazioni sui prodotti e sui processi produttivi sostenibili eccellenti delle aziende.
  • È importante investire in sensibilizzazione, formazione e diffusione della cultura della sostenibilità sia all’interno delle aziende (tutti i lavoratori) sia nelle scuole di ogni ordine e grado, sia a livello territoriale e dei cittadini in modo da aumentare l’attenzione e la conoscenza sui temi ritenuti fondamentali per lo sviluppo economico e sostenibile del Comparto e gli impatti economici e sociali sul territorio;
  • Allargare il perimetro di indagine e coinvolgere sempre di più altre imprese. Adottare una logica sistemica regionale permetterà di rappresentare sempre meglio gli impatti e le ricadute delle filiere e degli ecosistemi industriali toscani collegati al Comparto.
  • È importante continuare a fare (e sviluppare) rete con le Istituzioni, gli Enti Pubblici e le Istituzioni Finanziarie in modo da non delegare solo alle imprese lo sviluppo sostenibile del territorio. Questo significa aderire e promuovere protocolli e tavoli di lavoro regionali, studiare (o reintrodurre) forme di premialità e riconoscimento per le imprese che dimostrano di possedere adeguati requisiti in ambito sociale ed ambientale, promuovere investimenti e finanziamenti a supporto dell’innovazione sostenibile.

dell’industria chimica e petrolifera regionale, ma anche estendendo ad altre tipologie di imprese “affini” come le grandi aziende del settore farmaceutico.

  • Valorizzare il peso del Comparto nel contesto di riferimento – sarà utile mettere in risalto l’essenza strategica che caratterizza il Comparto attraverso analisi di settore e benchmark che, oltre alle sintesi congiunturali già rendicontate, consentano di valorizzare il peso e le dimensioni delle aziende coinvolte rispetto al resto del settore e dell’economia regionale.