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Economia circolare e gestione dei rifiuti

Tutelare l’ambiente, migliorando gli standard ambientali e di qualità del prodotto, utilizzare processi che riducono le interazioni con l’ambiente impiegando le risorse energetiche e le materie prime con efficienza sono i principali obiettivi sostenibili perseguiti dalle aziende del Comparto.

Le strategie seguite negli anni hanno portato ad un’innovazione costante nei processi, nell’implementazione dei macchinari e in particolare nell’utilizzo di materie prime a basso impatto ambientale: alcune aziende del Comparto stanno sostituendo alcuni materiali con alternative più sicure e sostenibili.

Complessivamente la quantità di materie prime utilizzate nel corso del 2024 è di oltre 4 milioni di tonnellate (-30% rispetto al 2023); la materia prima vergine risulta quella prevalentemente utilizzata (99%). I consumi di materia prima rinnovabile, ovvero derivante da fonti biologiche, e materia prima seconda, recuperata da prodotti esistenti, sono residuali sul totale.


Nel Comparto, tutte le aziende producono rifiuti diversi da quelli urbani. Le tipologie di scarti sono varie e includono fanghi di processo, materiali derivanti da attività di manutenzione (come ferro, lana di roccia e imballaggi) e, in alcuni casi, rifiuti potenzialmente infetti. La gestione di questi materiali privilegia una strategia di recupero quando possibile, sebbene una quota significativa, a causa della sua composizione, debba necessariamente essere smaltita.

Questo impegno si estende all’economia circolare, con diverse aziende che utilizzano i propri scarti come risorse preziose. Altair Chemical, ad esempio, ha sviluppato una serie di iniziative complesse e all’avanguardia che includono il recupero di CO2 dai fumi di cogenerazione, il recupero di idrogeno e il riutilizzo di sottoprodotti come il cloruro ferroso. In un’ottica di recupero interno, l’azienda ricicla anche acidi esausti, scaglie di laminazione e condense di processo. Altre realtà del Comparto contribuiscono attivamente alla catena del valore: Icap-Sira e Laviosa riescono a valorizzare i propri scarti, vendendo rispettivamente un prodotto di scarto (DIL 30) e le polveri di bentonite come materie prime seconde per altre filiere. Anche Termisol Termica ha implementato pratiche di riutilizzo interno, recuperando sfridi, cartoni da imballaggio e pallet per le spedizioni tra le diverse unità produttive.

Infine, l’attenzione del Comparto si focalizza anche sulla sostituzione delle materie prime con alternative meno impattanti. Diesse Diagnostica Senese ha avviato un progetto per rimpiazzare alcune materie prime di origine animale con opzioni pet-free. Infine, FGL International monitora attivamente le sostanze preoccupanti o estremamente preoccupanti (SoC e SVHC) e valutando alternative, spesso in linea con programmi internazionali come ZDHC, per ridurre l’impatto ambientale dei suoi prodotti finiti.

Le aziende del Comparto operano la suddivisione dei rifiuti prodotti, distinguendoli secondo le caratteristiche di provenienza e pericolosità. I materiali oggetto di raccolta differenziata vengono inoltrati a consorzi specifici o ad imprese autorizzate per il loro smaltimento o riutilizzo. Nel 2024 sono stati prodotti rifiuti da attività produttive o industriali per circa 64 mila tonnellate (+2% rispetto al 2023), di cui 77% di rifiuti non pericolosi.

Nel 2024 le aziende del Comparto hanno speso circa 2,2 milioni di euro per il trattamento dei rifiuti.

Si stima che solo una bassa percentuale dei rifiuti smaltiti siano stati trattati in siti all’interno della Regione Toscana. Il fatto di dover trattare la maggior parte dei rifiuti fuori regione (anche all’estero) è un chiaro segnale della mancanza di infrastrutture adeguate sul territorio, fondamentali in ottica di economia circolare e per ridurre l’impatto causato dal trasporto dei rifiuti.

Per quanto riguarda la modalità di trattamento dei rifiuti, i rifiuti vengono riciclati per circa il 65%.

[23] Fonte: Responsible Care, 31° Rapporto Annuale 2025

RENTRI

Nel corso del 2024 le Aziende hanno proseguito intensa attività di informazione e formazione sulle nuove procedure di tracciabilità dei rifiuti attraverso la piattaforma denominata Registro Elettronico Nazionale Tracciabilità Rifiuti entrato in vigore a partire dal dicembre 2024.

Confindustria Livorno Massa-Carrara si è resa parte attiva, anche attraverso la partecipazione ai tavoli nazionali, per supportare le Aziende nella formazione e nella risoluzione delle problematiche derivanti dall’utilizzo di un portale unico per la gestione dei rifiuti.